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CHI CONOSCE DEI PERCORSI NON ANCORA DESCRITTI NELL'ELENCO SOTTOSTANTE

E GIA’ PRESENTI NELLE LISTE DELLE CIME CENSITE E’ INVITATO AD INVIARNE UNA BREVE DESCRIZIONE TRAMITE

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la redazione mountainQRPclub

 



VE-001 - TOFANA DI ROZES 3225 mt

La salita alla Tofana di Rozes, certamente la più conosciuta del Gruppo delle Tofane, può essere fatta seguendo tre vie: La classica via alpinistica Attraverso la Ferrata Lippella con la Galleria del Castelletto La via normale, di facile accesso a tutti (per un buon tratto) Quest’ultima è la via da me percorsa: sulla strada Statale nr.48 da Cortina d’Ampezzo verso il Passo Falzarego, dopo circa 3 km dall’abitato di Pocol, sulla destra si trova il bivio che porta al Rifugio A.Dibona (mt. 2037) dove si lascia l’auto. Si prende a questo punto il sentiero 403 che sale fino al Rifugio Giussani (mt. 2580 ore 2 circa), un sentiero molto facile e frequentatissimo, soprattutto nel mese di agosto. Dal rifugio Rifugio Giussani si prende la cosiddetta “via Normale”,  ufficientemente segnalata con colore blu, che s’inerpica tra le rocce sul fianco della montagna (è necessario un passo sicuro, soprattutto per superare alcuni passaggi impervi); giunti all’anticima (mt. 3027 circa) siamo quasi arrivati, manca solamente l’ultimo pezzo che seppur non particolarmente difficile, richiede però attenzione ed un buon passo sicuro, visto che non esistono sistemi di sicurezza e siamo sul “ghiaione” della Tofana, un passo insicuro può costare caro. La salita da questa “via normale” non richiede nessuna attrezzatura tecnica, non ci sono passaggi in sicurezza, è però consigliabile prestare attenzione alle condizioni meteo, si tratta sempre di un tremila e il tempo fa presto a cambiare ed è possibile trovare la neve anche ad agosto, pertanto è consigliabile chiedere ai gestori del Rifugio Giussani la fattibilità della salita. Da ricordare inoltre che dal Giussani alla vetta sono necessarie almeno ore 2,30 di cammino, altrettanto per il ritorno, da tenere a mente nel caso di salite con tempo incerto. Ottima vista sulla conca ampezzana e su tutte le altre cime dolomitiche tra cui la Marmolada.

 VE-002 - CIMA CORNETTO 1895 mt

La cima Cornetto è sul gruppo del Cengio Alto nelle piccole Dolomiti, praticamente sopra la Città di Schio in provincia di Vicenza, per raggiungere la vetta ci sono circa tre ore di cammino difficoltà media, un solo passaggio un po’ impegnativo. Assolutamente sconsigliato in caso di pioggia o bagnato. Da farsi preferibilmente al mattino presto o con temperatura fresca o tempo nuvoloso, onde evitare sauna africana. Si suggerisce la nuova cartina Kompass 1:25.000 n. 687 Monte Stivo – Monte Bondone.

VE-003 - GRANDE DI LAVAREDO 2999 mt

Le famosissime Tre Cime di Lavaredo. Raggiungibili percorrendo la SS. 48bis che collega Cortina d’Ampezzo a Dobbiaco; passato l’abitato di Misurina, costeggiando l’omonimo lago, si svolta a destra seguendo le indicazioni per il Rifugio Auronzo. A questo punto la strada è in concessione e per salire con l’auto fino al Rifugio bisogna pagare un pedaggio oppure fruire del servizio navetta, sempre a pagamento, vuoi anche a causa dell’affollamento di turisti, soprattutto nel periodo estivo. Rimane sempre valida la possibilità di raggiungere il Rifugio per il sentiero 119, che inizia poco prima del casello, per poi ricongiungersi con il 101 fino ad arrivare nei pressi del Rifugio Auronzo (circa 2 ore). La salita in vetta è una vera “alpinistica” pertanto si consiglia la salita solamente ad esperti.

VE-004 - CIMA PRADAZZO 2279 mt

Monte dall’aspetto prealpino invece nel pieno delle Dolomiti, con splendida vista sulle principali cime: Marmolada (parete Sud), Civetta (Nord-Ovest), Pelmo, Agner, Pale di S. Martino, ecc. Da Belluno, verso Cencenighe e quindi a Falcade, da cui sale la strada verso il Passo Valles a cui si giunge e si lascia la l’auto, presso la “capanna Passo Valles” (m 2032). Di qui si prende una strada bianca che conduce al Rif. Laresei. La strada comodissima, sale in leggera pendenza, con dislivello di circa 200m ed in circa un ora si giunge ad un bivio, sopra al lago di Cavia (diga). Di qui si prende verso destra, lasciandosi il rifugio a sinistra ed in poco si giunge alla cima (2279 m), dove c’è un vecchio casotto di legno di qualche skilift abbandonato. Si arriva ad un panorama a 360° bellissimo ed una postazione molto comoda da cui si domina sia la discesa verso Moena (Paneveggio), sia la discesa verso Cencenighe (Agordino). Per la discesa, consigliabile un bicchiere di vino al rifugio (5 minuti dalla cima!) e poi per la stessa strada di salita. FACILE. (rel. Cartina Kompass # 622)

VE-005 - CIMA PORTULE 2308 mt

Si trova sull'altipiano di Asiago a 2308 metri ai confini del Trentino, ma in provincia di Vicenza, si tratta di una camminata un pò più semplice del Carega (TN-005), ma sempre con circa 5-6 ore di cammino fra andata e ritorno, con partenza da malga Larici e con circa 700 metri di dislivello. La salita è un pò faticosa, ma la visibilità in vetta ottima, si vedono in vicinanza Cima 12 e Cima Trentin, sullo sfondo si vede l'Adamello, il gruppo del Brenta, la catena del Lagorai e il Gruppo delle Pale di San Martino.

VE-006 - CIMA CORNO BATTISTI 1761 mt

Da Anghebeni (m 632) per la Val dei Foxi il tortuoso sentiero n° 102 risale il Boale Zocchi fino alla bocchetta dei Foxi (m 1720); di qui in pochi minuti si giunge alla selletta ed al Corno Battisti (m 1761) ove furono catturati il 10 luglio 1916 Cesare Battisti e Fabio Filzi. Per il sentiero delle Corde, sulle pendici del monte Testo, si giunge invece all’Alpe Pozza ed al Rifugio Lancia (m 1825). Tempo di percorrenza: circa 4 ore. Partenza da Trento verso le 7.30 in direzione di Rovereto dove, svoltando a sinistra circa 150 metri dopo la stazione ferroviaria, si seguono le indicazioni per la Vallarsa. Dopo circa 15 chilometri si arriva al paese di Anghebeni (634 m.) dove sul piazzale accanto al magazzino dei vigili del fuoco si trovano dei cartelli dell’APT con gli itinerari e dove si parcheggiano le macchine. Percorsi una trentina di metri sulla strada asfaltata verso Sud si trovano le indicazioni per il Corno Battisti e il rif. Lancia, si sale ancora su asfalto per poche decine di metri poi su sterrato (segnavia n. 122 bis) fino a Cà d’Austria 15’, qui si gira a sinistra sempre sul 122 bis (Franco Galli) e si inizia a salire in costante decisa salita passando per la Sella di Trappola m. 1434 1.34’ (1.49’) e successivamente si sale, deviando momentaneamente, a cima Cappuccio di Pinocchio. Si ritorna poi sul sentiero, si passa per una trincea e quindi sul sentiero attrezzato con un cordino (facile); si arriva al Corno Battisti m. 1761. 1.41’ (3.30’). Dopo una sosta per il pranzo si parte per il rientro seguendo le indicazioni per forcella Foxi m. 1723. Quindi per strada militare (segnavia n. 102) abbastanza comoda ma assai lunga si ritorna fino a Cà d’Austria e successivamente al parcheggio di Anghebeni 2h. (5.30’).

 VE-007 - CIMA PALANTINA

Il Cimon della Palantina (m 2190) fa parte delle numerose cime del gruppo del Monte Cavallo. Il percorso inizia nei pressi della Malga delle Lastre 1250m (Col Ines) nella conca dell’Alpago (provincia di Belluno), qui si giunge con gli automezzi da Vittorio Veneto, attraversando il Cansiglio o salendo dal Lago di S.Croce (A27) . Prendere il sentiero n.923 (anche segnavia arancio C) per il rifugio Semenza. Dalla zona di pascolo si entra nel bosco di faggi e si prosegue fino a quota 1400, dove il sentiero piega a sinistra (cartello) continuare diritti (segnavia C). Il sentiero, sempre nel bosco, scende e poi sale ripidamente per uscire nella radura di Casera Palantina (1521 m) che può costituire un valido punto di appoggio. Proseguire a sinistra per il sentiero che percorre l’ampia dorsale erbosa della cresta Sud-Ovest del monte fino in vetta. Questo tratto è percorso dall’Altavia nr.6 e 7. La cima si raggiunge anche dal versante del Piancavallo (PN) seguendo l’< Rondoi>>, uno spettacolare sentiero (solo a tratti attrezzato) che collega le principali cime del gruppo. Dislivello m 940. Tempo 3 ½-4 ore.

VE-008 - MONTE CESEN 1560 mt

Il monte.Cesèn fa parte delle Prealpi Bellunesi. E’ raggiungibile percorrendo con automezzi la strada che inizia a Valdobbiadene (TV) e, passando per la località di Pianezze, giunge al Rif. Mariech (1500 m circa). Da qui in mezz’ora, scavalcando alcuni colli, si è sulla cima. Ci siamo fermati con l’auto circa un km prima del rifugio a causa dell’abbondante neve di quest’anno che blocca la strada. Seguendo la cresta, in circa 45 minuti abbiamo raggiunto la cima. Favolosa la fioritura di Crocus lungo il cammino e fantastico il panorama delle Dolomiti dalla sommità.

VE-009 - VALLON SCURO 1286 mt

La Cima Vallon Scuro fa parte delle Prealpi Trevigiane. Sul monte passa il confine tra la provincia di Treviso e quella di Belluno. Con automezzi si percorre la strada che inizia a Tovena (TV) e giunge, con un percorso molto ardito (quattro tornanti in galleria), al Passo di San Boldo (701m). Si lascia l’auto al parcheggio dell’Agriturismo Casera Campo (880m) e, salendo per sentiero un dislivello di circa 400 m, si è sulla cima

VE-010 - COL DE MOI 1358 mt

Il Col De Moi fa parte delle Prealpi Trevigiane, anzi è spartiacque tra la provincia di Treviso e quella di Belluno. E’ raggiungibile percorrendo con automezzi la strada che inizia a Valmareno (TV) e giunge alla località di Praderadego in comune di Mel (BL) a 910 m. Da qui in un ora, salendo per mulattiera e sentiero un dislivello di circa 400 m, si è sulla cima. Alle 13:00 arriviamo a Praderadego ed iniziamo la salita a piedi. Il percorso si svolge dapprima nel bosco, poi, dopo aver attraversato una zona fitta di abeti, si esce allo scoperto con la vista libera sulla pianura. L'ultimo tratto su un prato inclinato porta direttamente alla cima

VE-011 - MONTE CIMONE 1294 mt

La cima del monte Cimone è posta sulla linea di confine tra le province di Treviso di Belluno(sulla cartina la cima è dalla parte di Belluno). Il punto di partenza dell’escursione è raggiungibile in auto percorrendo la strada che da Tovena (TV) risale verso San Boldo. Dopo aver percorso le gallerie del passo si arriva in località San Boldo dove si lascia la macchina in un comodo parcheggio alla destra della strada principale per poi proseguire a piedi. Arriviamo con le auto presso San Boldo verso le ore 9.00, in un attimo infiliamo gli scarponi e sistemiamo le ultime cose nello zaino e siamo subito pronti per partire. Dal parcheggio prendiamo per la strada bianca che prosegue verso est,la giornata promette bene infatti splende il sole nel nostro versante mentre la parte opposta è percorsa da nuvole di colore bianco.Risalendo per il sentiero 990 immersi in un ambiente rigoglioso arriviamo in vetta verso le ore11.00 a quota 1294mt.

VE-012 MONTE GRAMOLON 1814 mt

Il monte Gramolon fa parte delle prealpi venete, gruppo Pasubio-Carega. L’itinerario inizia dal rifugio Bertagnoli in località La Piatta (1250 mt), raggiungibile dall’uscita autostradale di Montecchio via Arzignano, Chiampo, Campodoro e Campodalbero. Dal rifugio si sale in direzione nord-est, sul sentiero segnavia 207, fino al passo del Mesule dove si incrocia il sentiero 202 che si percorre in direzione nord-ovest fino al passo della Scagina. Si prosegue sul sentiero 202 in direzione nord verso il passo Ristele nei cui pressi si incontra la deviazione che in direzione sud-est risale la cresta del monte Gramolon fino a raggiungerne la vetta. Ore due dal rifugio. Dalla croce di vetta si gode di un vasto panorama su tutto il gruppo Pasubio-Carega, sui monti Lessini, e sul gruppo del Baldo alle cui pendici si può vedere il lago di Garda.

 VE-013 - MONTE COPPOLO 2069 mt

L’itinerario ha inizio dalla località “Passo Brocon”che si raggiunge da Pieve Tesino per strada asfaltata in direzione est verso Canal S. Bovo. Dal passo si raggiunge in auto Malga Arpaco (1668 mt)dove si parcheggia, di qui ci si incammina sul sentiero segnavia 393 che prosegue in direzione sud e poi sud-est inizialmente su comoda strada forestale e poi su sentiero di cresta con cui si arriva in circa un’ora alla sommità del monte Coppolo da cui si gode di uno splendido panorama a 360 gradi.

VE-014 – COAL SANTO 2074 mt

Dal piazzale della funivia (chiusa gran parte dell’anno)COSTABELLA di Prada mt.920 s.l.m., si infila a sinistra la stradina che esce dall'abitato e risale le vecchie e non più utilizzate piste da sci. Si esce dal bosco di abeti nei pascoli del rifugio Mondini (chiuso) si prosegue in direzione Est fino al rifugio Fiori del Baldo poi si prende il sentiero verso nord che porta al rifugio Chierego (mt. 1911), salendo ancora per circa 150 mt di dislivello si arriva sulla sommità del Coal Santo a quota 2074. La discesa a Prada avviene con la stessa modalità di salita. L’inconveniente è che non esistono segna vie.

VE-015 - MONTE MAGGIO 1853 mt

La cima del Monte Maggio è raggiungibile in circa un’ora di cammino percorrendo il tratto del Sentiero Europeo E5 che dal Passo Coe conduce al Passo della Borcola. Il passo Coe è situato nel Trentino meridionale a sud dell’altopiano di Folgaria. Il sentiero inizia da Malga Coe e prosegue in direzione sud-est verso valle Campoluzzo; si giunge nei pressi di malga Zonta, nelle cui vicinanze sono ben visibili i residui di una base militare oggi abbandonata. Lasciato il tracciato di fondovalle si piega a destra (sud-ovest) e transitati per l’ossario, si prosegue sulla stradina sin ai pressi di malga Melegna. Continuando verso monte si entra nel bosco risalendo con tratti più ripidi e a curve sino ad un ultimo tornante a quota 1673 m. Qui si inizia una lunga mezza costa verso sud, prima nel bosco poi allo scoperto, nei pressi immediati della cresta spartiacque. Si raggiunge così con un ultimo strappo la cima del Monte Maggio da cui, in giornate limpide, si gode un bellissimo panorama.

VE-016 – MONTE ORTIGARA 2017 mt

Il monte Ortigara, una sorta di gigantesca testuggine che sorge sull’altipiano di Asiago, è il monte più conosciuto e frequentato dell'Altopiano, uno dei luoghi più famosi della prima guerra mondiale, ancora ricco di resti, testimonianze e monumenti come la famosa colonna mozza posta sulla cima. Da Gallio si prende la strada che porta a Campomulo; si prosegue oltrepassando Malga Mandriele, fino ad arrivare a Piazzale Lozze dove si lasciano le auto. Si prende il sentiero 840 e si sale in circa (ore 0,25) sino alla chiesetta del Lozze e al Rifugio “Cecchin” a metri 1920. succesivamente si scende sino alla baita dell’Ortigara, muovendosi in un ambiente ricco di baranci e di grande effetto naturalistico, per poi risalire percorrendo diverse trincee austriache, si giunge al cippo della cima Ortigara. Il tutto in circa (ore 1,30) dal piazzale Lozze.

VE-017 MONTE ENNA 970 mt

Si raggiunge in auto la località S. Caterina di Tretto, frazione di Schio. Da qui si procede in direzione nord-ovest fino al passo di S. Caterina (quota 726m) da cui inizia il nostro itinerario a piedi. Prendiamo a sinistra la strada sterrata che, con ampi tornanti risale le pendici del monte Enna. Arrivati al bivio a quota 910m si procede a destra e, in dieci minuti si raggiunge la Baita Ges. Da qui, in altri dieci minuti in direzione est, si raggiunge il forte e la cima del monte stesso a quota 975 metri. Nella buona stagione il tempo di percorrenza è di circa un’ora.

VE-018 - GRUPPO DEL CRISTALLO – CIMA DE MEZO 3154 mt

Da Cortina d'Ampezzo (1211mt) lungo la SS 48 in direzione passo Tre Croci. All'altezza del km 6 si svolta a sx per la stazione di partenza degli impianti del Cristallo (1680). Con la seggiovia doppia si sale fino alla stazione intermedia di Son Forca, da dove, scendendo di pochi passi e passando accanto al rif. Franchetti (2215) si raggiunge il punto in cui sbocca la Grava di Stauniès. Una funivia trasporta i passeggeri fino alla forc. Stauniès (2918), situata tra il Cristallino d'Ampezzo (3008) e la cima di Mezzo (3154). Poco sopra l'insellatura si trova il rif. Lorenzi (2932). L’alternativa alla funivia è percorrere il ripidissimo e ghiaioso canalone fino al Rifugio Lorenzi. Partendo dal rif. Lorenzi, il percorso si svolge lungo il crestone N-O fino alla sommità. Circa 800 mt di funi metalliche e due scale in ferro garantiscono la sicurezza lungo il sentiero con tratti molto esposti. L'ostacolo maggiore è costituito da un salto di roccia giallastra e quasi verticale, situato nella seconda metà della via. La ferrata termina sul dorso del crinale, 1 h 1/2. Bellissimo il panorama sulla vetta principale del monte Cristallo (3221) situata dirimpetto; altrettanto interessanti gli scorci sulla sottostante conca di Cortina. Dislivelli e tempi: 270 m di risalita (dalla forc. Stauniès) da 1h ½ a 2h

VE-019 - MONTE PRIAFORA’ 1659 mt

L’itinerario si svolge nella zona a nord di Schio, ridente cittadina dell’alta provincia di Vicenza. Il percorso inizia in localita’ Cerbaro di Santa Caterina di Tretto a quota 909 metri, puntando in direzione Nord. Arrivati a Casara Vecchia si continua sulla carrozzabile fino al primo tornante che si incontra. Di li’ si prende la facile mulattiera che, procedendo in prevalente direzione Nord, porta attraverso brevi giravolte prima, e poi linearmente dentro un denso bosco ceduo, ai pascoli di Passo Campedello (mt. 1437, ore 1.45), che separa il gruppo vero e proprio del Novegno dai rilievi di Monte Giove e del monte Priafora’. Poco prima di giungere al monumento in memoria dei Caduti nella battaglia del giugno 1916 che sorge sul passo, si raggiunge tagliando il pendio una mulattiera e la si percorre per circa un chilometro in direzione Nord fin quasi sotto la cima del Priafora’. Si lascia la mulattiera (che porta ad una importante postazione cannoniera con annesse gallerie di guerra) e si sale a destra per un ripido e faticoso tracciato, raggiungendo la vistosa apertura naturale che da il nome al monte. Di qui, riprendendo a procedere a sinistra senza aver oltrepassato il foro, in pochi minuti si arriva sulla cima dominata da un alta croce in traliccio (m,1659 ore 2.40-3). Dislivello m 750 Tempo di percorrenza ore 2.40/3 Carta Kompass 101 1:50.000.

VE-020 - MONTE BAFFELAN 1793 mt

Dal rifugio di Campogrosso (m.1456) si sale verso l'incombente parete della Sisilla fino a raggiungere una mulattiera, che si segue, prendendo sulla destra, fino ai ghiaioni che scendono dal versante orientale di cima delle Ofre. Si risalgono i ghiaioni passando ai piedi dei caratteristici torrioni delle Due Sorelle,si scavalca una forcelletta dove c'è una caverna di guerra, e in pochi minuti si scende nell'ampia sella prativa del Passo delle Gane(m.1704). Si risale per alcune decine di metri il pendio del Sasso delle Gane e traversando poi a sinistra su ripidi pendi erbosi si giunge alla Forcella del Baffelàn(m. 1738),che da qui in circa 15 minuti si arriva alla cima del Baffelàn (m. 1793), (percorso alpinistico di I° e II° grado dalla forc. alla cima). Questo eccezionale percorso, che corre lungo il versante est della Catena del Sengio Alto, è stato realizzato dopo la Strafexpedition del 1916 per mettere in comunicazione le varie opere di difesa.

VE-021 - SPIZ TONEZZA 1694 mt

L’itinerario parte dalla Contra’ Fontana un chilometro a Nord-Ovest di Tonezza, a quota 1085, deviando a destra appena dopo un capitello dedicato alla Vergine, e immettendosi in una mulattiera infossata fra i prati. Superata contra’ Gotti, prima per una strada asfaltata e poi per un nuovo breve tratto di mulattiera, si arriva ad intersecare e ad abbandonare definitivamente la provinciale per i Fiorentini. Si imbocca una modesta strada asfaltata chiusa da una sbarra, e subito dopo la si lascia per deviare a destra su una mulattiera che porta nei pressi di due baite, oltre i quali il percorso piega verso Ovest. A quota 1290 (ore 0:35) si sbocca su un tornante della vecchia strada che porta al Passo della Vena, dove inizia il tratto denominato Mulattiera dei Tronconi. Qui, abbandonata la strada, si segue la mulattiera in direzione Nord-Ovest, fino a raggiungere nuovamente la strada al Passo della Vena di Sotto (quota 1500). Per la strada si arriva al Passo della Vena di Sopra (quota 1534, ore 1:10) dal quale, piegando decisamente verso Est, ci si immette sul sentiero che, procedendo sul versante Sud dello Spitz, raggiunge prima la selletta tra le due cime e poi la croce della cima maggiore (quota 1694, ore 1:55).

VE-022 - MONTE TORARO 1897 mt

Il monte Toraro e’ una delle cime dell’altipiano di Folgaria-Lavarone-Luserna. L’itinerario stradale, dalla fine dell’autostrada Valdastico, prevede il transito per Piovene, Arsiero, Tonezza del Cimone. Da qui si prosegue in direzione Folgaria; arrivati alla chiesetta di Ristele, si devia in direzione Est- Sudest, proseguendo poi fino a raggiungere il rifugio Rumor (1658 mt). Parcheggiata l’automobile, ci si incammina per l’evidente strada forestale che, con ampi tornati, ci conduce prima al Cimoncello di Toraro e poi sulla sommita’ del monte Toraro, da cui si gode di un bellissimo panorama a 360 gradi sulle cime circostanti. Tempo stimato per la salita in 45minuti / 1 ora.

 VE-023 - MONTE CAMPOMOLON 1853 mt

Il monte Campomolon e’ una delle cime degli altipiani di Folgaria-Lavarone-Luserna al confine tra le province di Vicenza e di Trento. Il percorso stradale prevede, dopo l’uscita dal casello di Piovene dell’autostrada Valdastico, il proseguimento per Arsiero, Tonezza del Cimone da cui in direzione nord-ovest, si raggiunge la chiesetta di Ristele dove si parcheggia l’automobile. Ci si incammina sul sentiero segnavia CAI 538 che procede in direzione ovest e sudovest conducendo all’ex forte Campomolon e da li in pochi metri alla cima (quota 1853m, ore 1).

VE-024 - MONTE RIVON 1691 mt

Il percorso inizia in località Cerbero (q. 909) sulla strada S. Ulderico-Santa Caterina di Tretto, altopiano a nordest di Schio. Al bivio della carrozzabile per Casara Vecchia si punta direttamente in direzione Nord. Dopo aver seguito la strada per circa mezzo chilometro, la si lascia poco oltre un roccolo per una breve scorciatoia che ci conduce a Casara Vecchia (m 1070, ore 0.30). Oltrepassata la stradina di accesso alla Casara, l’itinerario devia quasi subito a sinistra. Di qui il sentiero, piuttosto ripido e non molto evidente, interseca la rotabile fino a quota 1300 circa, da dove, in mancanza di una successiva scorciatoia, si segue l’invitante tracciato della strada che procede fra dense abetaie. Continuando sulla carrozzabile si raggiunge la Busa Novegno (m 1512, ore 2.00). Si riprende a procedere verso Est e, sfiorando le cime, si raggiunge la cima del Monte Rivon (m 1691, ore 2.30).

VE-025 - MONTE CORNO MOZZO 1535 mt

Da Sant'Anna d'Alfaedo (VR) raggiungere la contrada Vallene, proseguire per contrada Bertasi e da li girando a sinistra salire la strada asfaltata verso malga Volpina. Quando la strada diventa sterrata, proseguire per meno di 1 Km e lasciare l'auto in corrispondenza di un incrocio con una stradina a sinistra. Seguirla in direzione Nord Ovest fino a quota 1485, poi girare in direzione Sud Ovest "puntando" la cima arrotondata del Corno Mozzo che ora è di fronte a noi. Tempo di percorrenza a piedi: circa 1 ora con zaino di una quindicina di Kg. (N.B. questa strada nel periodo invernale spesso è innevata, non essendo tenuta sgombra può succedere di dover partire da un punto più basso; nel periodo estivo è conveniente salire da un altra strada che parte da Fosse e raggiunge località Pealda Bassa, accorciando così il cammino, ma nel periodo invernale (1° novembre / 30 aprile) questa strada è chiusa al traffico!

VE-026 - MONTE AVENA 1.454 mt

Da Feltre, con l’automobile, si prosegue per Pedavena ed il Passo Croce D’Aune; di qui si prende la strada, in direzione sud, che ci conduce nei pressi di un agriturismo, a quota 1253 metri, dove inizia il percorso a piedi. Ci si incammina sulla strada forestale, sempre in direzione sud e poi in direzione ovest fino a raggiungere la cima del monte Avena, metri 1.454 (ore 1 circa). Nel periodo invernale è necessario fare delle deviazioni per evitare il pericoloso attraversamento delle piste di sci

VE-027 - MONTE NOVEGNO 1548 mt

Il percorso inizia in località Rossi sulla strada S. Ulderico-Santa Caterina di Tretto, altopiano a nord-est di Schio. Con l’auto si prosegue sulla stradina in direzione nord-est e, neve permettendo, si prosegue fino al quarto tornante a quota 1100 metri circa. Qui si parcheggia e si inizia l’itinerario a piedi proseguendo sulla strada forestale che con ampi tornanti ci conduce a Busa Novegno (metri 1512, ore 1.00). Si procede in direzione sud-ovest per circa 200 metri per poi proseguire per altri 200 metri in direzione sud fino a raggiungere la cima del monte Novegno (m. 1548, ore 1.15) da cui si gode di uno splendido panorama sulle Piccole Dolomiti e sull’altopiano di Asiago.

VE-028 - MONTE CORNO D’AQUIGLIO 1547 mt

da Verona, salire verso Sant'Anna d'Alfaedo, andare verso Fosse, superarla e imboccare la strada che sale appunto verso il Monte Corno d'Aquiglio, lasciare l'auto dove finisce la strada asfaltata, seguire la strada sterrata per 500 metri e poi prendere il ripido sentiero sulla sinistra. Si arriva dopo 45 minuti in prossimità della Spluga della Preta (profondo abisso carsico) svoltare a sinistra e puntare la cima del monte, dove una grande croce ne contraddistingue la sommità, tempo totale 1 ora e 20 circa. Giornata con tempo pessimo, fitta nevicata e freddo. Circa 40/50 cm di neve già presenti, tranne che sulla sommità del monte spazzato dal vento, solo a termine dell'attivazione (17.00 UTC) ha smesso di nevicare e il sole al tramonto ha fatto capolino tra le nuvole.

VE-029 - MONTE CORNETTO 1543 mt

da Sant'Anna d'Alfaedo (VR) raggiungere la contrada Vallene, proseguire per contrada Bertasi e da li girando a sinistra salire la strada asfaltata verso malga Volpina. Quando la strada diventa sterrata, proseguire per meno di 1 Km e lasciare l'auto in corrispondenza di un incrocio con una stradina a sinistra. Seguirla in direzione Nord Ovest fino a quota 1485, da lì svoltare a destra affrontando la ripida salita che porta alla sommità del monte in direzione dell'orrida struttura del ripetitore telecom. Tempo 1 ora circa. Purtroppo le mie migliori intenzioni di restare parecchio tempo in radio, si scontra con un improvviso e velocissimo cambiamento del tempo. In un quarto d'ora dal sole si è passati ed un fitto nevischio e un vento ancor più forte.

VE-030 - PUNTA TELEGRAFO 2200 mt

Ottima postazione Radiantistica nel gruppo del Monte Baldo (VR). E’ raggiungibile da diversi itinerari dalle 2 alle 4 ore di salita con dislivelli variabili sino a 2000 metri partendo dal Lago di Garda. Dal casello di Affi, sulla Verona Brennero, proseguire per Caprino Veronese, Spiazzi, Ferrara di Monte Baldo seguendo i cartelli turistici color marrone indicazioni Monte Baldo. Si raggiunge quindi il Rifugio Novezzina a quota 1235 dove parte il sentiero 657 nella Valle di Osanna, e superandolo ci si inoltra per strada stretta per alcuni km sino alla partenza del sentiero 652 dopo una curva a gomito sulla sx ( pochi posti auto). Da qui il sentiero 652 parte in costa e sale dolcemente per bosco e prati sino sotto le creste di Punta Pettorina. Diviene quindi ripido e tortuoso nell’ultimo tratto sino a raggiungere l’alta via del Monte Baldo che percorre l’intero massiccio da Nord a Sud. Raggiunta quota 2.100 metri in Vista del rifugio Punta Telegrafo posto poco sotto la cima, deviare a destra e in pochi minuti si raggiunge la Croce di Vetta a quota 2.200. Il percorso di salita circa 2 ore non presenta particolari difficoltà salvo sia ben asciutto. Possibile pernotto al rifugio Telegrafo gestito dal CAI di Verona. Attivato con risultati eccellenti in 50, 144 e 432.

VE-031 - CRESTA DELLE BUSE 2100 mt

Stesso itinerario per VE-030 ma raggiunta la cresta in Vista del rifugio Telegrafo, seguire per tracce a sinistra verso sud in direzione della Punta Sascagà (2.152) . Facendo attenzione per alcuni passaggi su roccette a strapiombo si raggiunge una vicina croce in Legno che fa riferimento della Cresta. Attivata in 50 e 144 con ottimi risultati. Per lo stesso percorso e se esperti di alpinismo è possibile raggiungere in 45 minuti la Cima delle Buse dove arriva la Ferrata delle Taccole, conosciuta e frequentata per la sua bellezza. L’ intera zona dell’alta via del Baldo è ricca di Cime in direzione Nord che si prestano ad attivazioni anche invernali in sci alpinismo. Salita dal sentiero 652 circa 2 ore, dal sentiero 657 3 ore con maggior dislivello.

VE-032 - CIMA VALDRITTA 2218 mt

Da Malcesine si sale con la telecabina fino a quota 1750 m. Si segue la lunga Cresta del Baldo in direzione sud per il sentiero n. 651 che corre lungo la cresta, superando delle rocce con salita alla cima Valdritta la vetta più alta del massiccio del Baldo.

VE-033 - MONTE TUDAIO 2114 mt

Dalla statale 52 per Auronzo si devia a destra in località Tre Ponti verso Vigo di Cadore. Poi ancora a destra verso il paese di Piniè e dove finisce la strada nei pressi di un bar, appena all'interno del bosco si parcheggia la macchina. Attraversato con un ponte il Giao de Ciariè incomincia la lunga salita che con i suoi 31 tornanti ci porterà in cima del monte Tudaio. Il sentiero comodo ma faticoso supera un dislivello di circa 1217 metri lungo il quale troviamo casermette e postazioni e ad ogni tornante degli anelli in ferro che servivano per passare i cavi per il traino delle artiglierie. Prima di giungere alla cima e appena sotto a questa,sulla destra, sul Col Muto merita una visita una lunga galleria lunga 100 metri che si dirama in quattro bracci secondari lunghi 15 metri ciascuno e che sboccano in altrettante caverne dotate di cannoniere per medi calibri, affacciate sulla Val Ansiei e sull'altipiano di Danta. Proseguendo per il sentiero arriviamo ai primi edifici della zona del forte attraversati i quali troviamo le imponenti strutture della fortificazione, e in breve saliamo alla cima da dove lo sguardo spazia verso il lago di Auronzo da una parte e il lago del Centro Cadore dall'altra. Il ritorno avviene per lo stesso sentiero di salita. Tempo di percorrenza: 6/7 ore calcolando una lunga sosta per visitare il forte. N.B. Portarsi una torcia elettrica e fare attenzione perchè molte strutture interne sono crollate e pericolanti.

VE-034 - MONTE LISSER 1633 mt

Provenendo da Trento o Bassano, raggiunto Primolano si prende la strada provinciale per Enego-Asiago, dopo 16 tornanti in salita (circa 11km) si raggiunge Enego, si continua in direzione Asiago per altri 6 km fino al bivio “Dori” (mt.1105), si prende la strada a destra per Tombal-Valmaron-Marcesina. Gli accessi al Monte LISSER sono due: da Casara Tombal lungo la carreggiabile tracciata per i lavori di costruzione del forte sulla sommità oppure proseguendo in direzione Marchesina fino a Valmaron (mt. 1350). Parcheggiato l’automezzo si sale al forte e Monte LISSER seguendo il tracciato della Sciovia che porta alla sommità in circa 45 minuti da dove un ampio panorama sull’altopiano, sulle Pale di San Martino, la lontana Marmolada e Valbelluna ci ripaga dello sforzo della salita.

VE-035 - CIMA CAMPOLONGO 1720 mt

Da Asiago si raggiunge Canove di Roana, si supera il “Bivio Italiano”, si prosegue a sinistra per la strada provinciale che, superato il torrente passa su un ardito e storico ponte, risale prima a Roana e poi a Mezzaselva. Si prende la strada che, a destra, risale con alcuni tornanti verso l’Istituto Elioterapico di Mezzaselva e si prosegue a sinistra fino ad una biforcazione (km 5 da Mezzaselva): conviene proseguire fino al bivio per il rifugio Verenetta. Lasciare l’automezzo in prossimità delle “casare di Campolongo” e seguire, sulla sinistra, la carreggiabile che sale al forte e Cima Campolongo in circa 50-60 minuti. Bel panorama sull’altopiano di Asiago.

VE-036 - MONTE DOLADA 1938 mt

E’ la cima che si staglia di fronte a chi raggiunge il bellunese con l’autostrada A-27 Venezia-Belluno; la si nota immediatamente appena raggiunta la “sella Fadalto”, a volte anche riflessa nelle acque del sottostante lago di Santa Croce. Dall'autostrada A 27 Vittorio V. - Pian di Vedoia si esce per l'Alpago in direzione di Puos d'Alpago, da qui verso Pieve d'Alpago dove, seguendo i cartelli “rifugi” prima si raggiunge Plois e poi il Rifugio Rifugio Dolomieu al Dolada (1492 m.), molto conosciuto a livello internazionale poiché punto di lancio di parapendio e deltaplani. Imboccare il sentiero 961 che si trova poco dopo il campo di lancio e passando per la Forcella Dolada (1741 m.) si arriva alla Cima (1938 m.). Sentiero che richiede attenzione durante la salita a causa di alcuni tratti scivolosi ed esposti. Tempo previsto per la salita 1,30 ore da rifugio Dolada.

VE-037 - MONTE COL DI LUNA 2995 mt

Itinerario facile e molto piacevole, ma abbastanza lungo e con un notevole dislivello, consigliabile quindi un discreto allenamento. Si parcheggia nel piazzale di passo Croce d'Aune (m.1.050) facilmente raggiungibile da Feltre (BL) passando per Pedavena. In alternativa si può salire da Fonzaso imboccando la strada sulla destra subito dopo la prima lunga galleria della statale per Fiera di Primiero. Si oltrepassa il fantastico paesino di Faller quindi si svolta per il Col Falcon per scendere infine brevemente al passo Croce d'Aune. Dal passo Croce d'Aune inizia la camminata salendo per la stradina verso nord a fianco della chiesetta. Poco dopo vi è la prima tabella del sentiero, indicato col numero 801 ed anche una fontana (al momento della salita era rotta, ma di solito funziona). Curioso il cartello che indica di non molestare l’orso, avvistato da queste parti l’anno scorso. Il tratto nel bosco è abbastanza ripido e spesso scivoloso ed interseca più volte la stradina e sbuca ad un caratteristico tornante della stradina. Proseguire brevemente per la stradina per poi prendere le ripidissime scorciatoie che portano alla cresta. Da ultimo, per la stradina o per altre scorciatoie erbose si arriva all'agognato rifugio. (da ore 1,30 a 3,00 ore a seconda dell'allenamento). La seconda parte dell'escursione mira alla lunga salita al Monte Col di Luna. Si attacca il sentiero nr.817 che si trova al passo delle Vette Grandi (a 100 metri dal rifugio). E' una cresta erbosa da un lato, ma ripidissima, mentre dall'altro vi sono le alte balze rocciose sulla Busa delle Vette. Dopo una breve discesa si attacca l'erboso versante sud e, lungamente e con numerosi tornanti, si arriva al Monte Col di Luna. Il paesaggio si apre anche sul versante nord e si distinguono il Primiero e le Pale di San Martino. Proseguendo oltre per lo stesso sentiero si raggiunge il Monte Pavone (mt.2335) in circa ½ ora di cammino. La salita per la stradina è un bell'itinerario praticabile in mountain bike. Tempo stimato: 2 ore fino al rifugio + 2 ore fino alla cima.

 VE-038 – COL QUATERNA’ 2503 mt

Uno dei sentieri più semplici per raggiungere la cima del Col Quaternà parte dal Rifugio Rinfreddo, quasi raggiungibile con l'automobile deviando sulla destra dopo il primo vero tornante sulla strada statale che da Padòla porta al Passo Monte Croce Comelico. Si attraversa il bosco e con percorso quasi tutto asfaltato si raggiunge il parcheggio poco distante dalla casera. Qui si imbocca il sentiero n°149 che taglia verso est il pendio si devia a nord sotto le pendici del Col Quaternà e in breve attraversando resti di postazioni militari della 1° Guerra Mondiale ci si porta alla sua base da dove inizia la salita vera e propria. Durante la guerra una batteria da montagna aveva qui la sua postazione e tutto il colle di roccia lavica è solcato da trincee e camminamenti in gran parte franati, ma ancora ben riconoscibili sono i tracciati delle trincee che vi correvano tutto attorno. La salita non è difficile ma richiede però una buona sicurezza di appoggio perchè il terreno è molto friabile, ma in breve e con poca fatica si raggiunge la cima con l'altare e la grande croce di ferro. Superbo il panorama a 360° dal quale si capisce perchè questa vetta al primo momento  nsignificante rispetto alle vicine rocce dolomitiche fosse così importante da un punto di vista strategico. Il ritorno avviene per il sentiero di risalita. Tempo stimato: 4 ore circa

VE-039 – MONTE CIVETTA 3220 mt

Il monte Civetta è il simbolo del comprensorio della Civetta che lega l’Agordino, la Valle di Zoldo e la Valfiorentina, comprendendo vari comuni tra i quali Alleghe, Colle Santa Lucia, Forni Di Zoldo, San Tomaso Agordino, Selva Di Cadore e Zoldo Alto alle porte del Parco delle Dolomiti Bellunesi. Il monte si erge per 3.218 m s.l.m. nella provincia di Belluno costituendo uno dei gruppi dolomitici di maggiore arditezza nel nord ovest, che espone sul versante settentrionale la famosa ed impressionante "parete delle pareti", alta circa 1000 metri e lunga 4 km sulla quale scorrono diversi itinerari e vie Il comprensorio Civetta è raggiungibile grazie a diverse vie di comunicazione. In auto la principale è la statale 203 ’agordina’ che attraversa la valle (le autostrade sono la A27 uscita ’Belluno’ A31 uscita ’Dueville’ , A13 uscita ’Padova Ovest, A22 uscita ’Bressanone). La stazione ferroviaria di riferimento invece è quella di Belluno che è raggiungibile da Padova o da Venezia. Dalla stazione è poi disponibile il servizio di pullman locali. Gli aeroporti più vicini sono quelli di Venezia e Verona.

VE-040 – MONTE PERALBA 2694 mt

Da Cima Sappada con l'auto si arriva seguendo le indicazioni alle sorgenti del Piave. Dopo una settimana di pioggia e di maltempo ed al termine delle ferie, avevo deciso di intraprendere l’attivazione della cima del monte Peralba (il cui nome sta a significare “pietra bianca”) nella prima giornata di tempo discreto. Arrivato al rifugio Calvi salivo alla cima per mezzo della via ferrata “Sartor”, composta di una breve scala metallica all'inizio e seguita da lunghi tratti attrezzati con funi d'acciaio, per un dislivello  omplessivo di 350 metri. Sulla ante cima sono ancora visibili molti reperti della Grande Guerra come filo spinato, muri a secco e tunnel scavati nella roccia. Inutile dire che il panorama è come al solito da lasciar senza fiato, spettacolare in quanto si apriva innanzi a me spaziando dalle Dolomiti del Brenta, alle Alpi Austriache innevate, e, vista la stanchezza che avevo accumulato nelle gambe (sono 1000 metri il dislivello dalla partenza) ed il mio zaino pieno, avevo portato il mio ft 817 con batteria a secco da 3,5 A, l’accordatore, la mia fida Fracarro 5 elementi modificata, e la verticale caricata di W3FF. Ho montato la mia stazione e visto che ero da solo ho installato la yagi sul braccio destro della croce della cima ed ho cominciato a chiamare, ma purtroppo il venerdì ed in assenza di contest ho fatto un paio di collegamenti pre allertati. Sono passato in decametriche ed i 40 metri erano chiusi e si sentivano solo stazioni di notevole potenza, in 10 metri invece sono riuscito a fare solamente i collegamenti necessari per l’attivazione della cima. Qualche curioso si avvicinava e chiedeva delucidazioni su cosa facessi con quegli strani arnesi…..e mi fermavo a spiegare con il mio inglese “survival” cosa stavo combinando. Le nuvole si erano nel frattempo fatte sempre più scure e mi ero accorto di essere restato solo sulla cima, quindi sono sceso per la via normale intitolata a Giovanni Paolo II, in quanto è la via che seguì il Papa il 20 Luglio 1988 quando, a piedi, salì sulla vetta del Peralba, uno spettacolo meraviglioso anche perché scendendo al rifugio Calvi si attraversa il passo dell’Oregone tra il fischiare delle marmotte.

 VE-041 – MONTE AVERAU 2649 mt

Dal Rif. Fedare (SS 638 del P.sso Giau) in seggiovia fino al Rif. Averau. Da Cortina d'Ampezzo per la strada del Passo Falzarego (SS 48) fino al Rist. Bàin de Dones, da qui con seggiovia fino al Rifugio Scoiattoli (o per tracce di sentiero a prendere il sentiero 440 che conduce al rifugio), quindi dal Rif. Scoiattoli per sentiero 439 al Rif. Averau (h 0,30 - disl. 190m). Dal Passo Falzarego per sentiero 441-419 (h 1,15 - disl. 300m). Da Passo Giau (SS 638) per sentiero attrezzato 452. Sono salito partendo dal Passo Falzarego, seguendo il sentiero 441 fino a Forcella Averau, proseguendo poi per il Rifugio Averau dove si ha modo di scoprire il turismo estivo che sale in seggiovia. Da li fino alla gola dove parte l'attacco della Ferrata Averau; nonostante la brevità di questo impianto (236 m.) ci sono gli ingredienti per considerarlo di media difficoltà, un camino verticale e passaggi impegnativi renderanno l'ascesa piacevole permettendo di raggiungere la sommità in circa un'ora. Dalla vetta del Monte Averau (2649 metri) si possono ammirare sotto di noi le 5 TORRI e le grandi vette delle Dolomiti Ampezzane intorno,all'orizzonte verso ovest la Marmolada con il ghiacciaio mentre verso SE il Monte Pelmo sullo sfondo chiude la panoramica.

VE-042 – MONTE CHIADENIS 2459 mt

Da Cima Sappada, nei pressi della Chiesa, seguendo le indicazioni, sulla sx si stacca la strada asfaltata che porta al rif. Sorgenti del Piave, nei pressi del quale, un cippo con un enorme elmetto della GG, segna una delle due sorgenti del fiume sacro. Appena prima di arrivare a questo punto, sulla dx si stacca l'ampio sentiero 132 che in breve, sfruttando anche la scorciatoia del sentiero delle marmotte, porta al rif.Calvi, m 2164. Sulla dx del rifugio, con breve percorso, si raggiunge la selletta, con resti di postazioni da cui ha inizio la via ferrata di guerra del Chiadenis. Per salti rocciosi e cenge e aerei passaggi tutti ben attrezzati si raggiunge la cima del monte sovrastata dalla cima del Pic Chiadenis dove visibili sono le aeree postazioni in caverna. La ferrata prosegue lungo il versante nord, incontrando postazioni in caverna, scende per lungi camini e salti di roccia fino a portarsi nei pressi del Passo dei Cacciatori, dove hanno termine le attrezzature e inizia il percorso di rientro. Questo prosegue verso nord ovest raggiungendo il passo Sesis, con ancora resti di postazioni in caverna, dal quale sulla dx si stacca il sentiero che sale al monte Peralba, o, lasciando questo sulla sx, prosegue per la Traversata Carnica, e sulla sx il sentiero di ritorno al rif.Calvi e quindi al punto di partenza.

VE-043 - PUNTA PETTORINA 2192 mt

E’ raggiungibile da diversi itinerari dalle 2 alle 4 ore di salita con dislivelli variabili sino a 2000 metri partendo dal Lago di Garda. Dal casello di Affi, sulla Verona Brennero, proseguire per Caprino Veronese, Spiazzi, Ferrara di Monte Baldo seguendo i cartelli turistici color marrone indicazioni Monte Baldo. Si raggiunge quindi il Rifugio Novezzina a quota 1235 dove parte il sentiero 657 nella Valle di Osanna, e superandolo ci si inoltra per strada stretta per alcuni km sino alla partenza del sentiero 652 dopo una curva a gomito sulla sx ( pochi posti auto). Da qui il sentiero 652 parte in costa e sale dolcemente per bosco e prati sino sotto le creste di Punta Pettorina. Diviene quindi ripido e tortuoso nell’ultimo tratto sino a raggiungere l’alta via del Monte Baldo che percorre l’intero massiccio da Nord a Sud. La cima è 20 minuti più a Nord di Punta Telegrafo, stesso percorso, poi quando si raggiunge l'alta via del Monte Baldo deviare a dx. e seguire l'alta via direzione Nord. Poco dopo sulla sx. si incontra l'indicazione per Punta Pettorina che si raggiunge dopo circa 10 min di facile cresta. Il percorso di salita circa 2 ore non presenta particolari difficoltà salvo sia ben asciutto.

VE-044 – SPIZ ZUEL 2035 mt

Monte: Contrafforte sudorientale del gruppo Civetta Moiazza Zona: Dolomiti Orientali – Val di Zoldo – Zoldo Alto - BL Da Dont - Chiesa - Casera della Grava. Per raggiungere la Grava si imbocca a Dont la strada che porta al passo Duran; appena dopo Chiesa, si sale a destra la stretta e malagevole strada che, attraverso un fitto bosco, raggiunge l'aperta e solatia conca della Grava. All'inizio della conca, sulla sinistra, si trova la malga; a destra continua la strada militare, appena segnata, che lungo i fianchi meridionali del monte raggiunge la cima. Lungo il cammino si possono vedere i resti delle trincee della Grande guerra. Poco prima della sommità una fontana dal fresco ed abbondante getto d'acqua accoglie chi arriva affaticato. Dallo Spiz Zuel la vista a 360' spazia su tutti i monti di Zoldo e delle valli vicine.

 VE-045 – MONTE VERDAL 2461 mt

Parcheggiate le macchine a Passo Giau (2236 m), cominceremo il nostro percorso, seguendo – per breve tratto - il sentiero n. 436 della Croda da Lago. A Forc.Zònia, quando si incontra la tabella “itinerario del Cernera”, invece di scendere nella valle omonima si prosegue brevemente fino alla vicina Forc. di Col Piombìn (2239 m), da dove volteremo a destra traversando ad arco il Pian di Possoliva con direzione S-SO, per poi alzarci gradatamente all’inizio di facili roccette attrezzate con funi metalliche. Superato il salto, per un vallone erboso si punta alla Forc. Ciàzza (2457 m) si traversa a destra per un sentiero si arriva sul Monte Verdal a quota 2461 metri.

VE-046 – MONTE CERNERA 2664 mt

Parcheggiate le macchine a Passo Giau (2236 m), cominceremo il nostro percorso, seguendo – per breve tratto - il sentiero n. 436 della Croda da Lago. A Forc.Zònia, quando si incontra la tabella “itinerario del Cernera”, invece di scendere nella valle omonima si prosegue brevemente fino alla vicina Forc. di Col Piombìn (2239 m), da dove volteremo a destra traversando ad arco il Pian di Possoliva con direzione S-SO, per poi alzarci gradatamente all’inizio di facili roccette attrezzate con funi metalliche. Superato il salto, per un vallone erboso si punta alla Forc. Ciàzza (2457 m) tra il Monte Verdal a destra e il Monte Cernera a sinistra. Si traversa a sinistra per sentierino al piede della roccia fino a raggiungere il secondo tratto attrezzato, consente di rimontare lungo un canale le ultime roccette. Poi per una gradinata elementare si perviene alla cima a metri 2664. Superbo il panorama. Croce di vetta, posta dalla Giovane Montagna di Mestre nel 1977, in occasione del suo 30°

VE-047 – MONTE PORE 2405 mt

Dal Passo Giau, si scende (direzione Selva di Cadore – Colle S. Lucia) fino alla seggiovia di Fedare e all’omonimo Rifugio (2000m). Dal Rif. Fedare si sale in direzione ovest verso una bella chiesetta bianca. Continuando a salire per pendii molto dolci e incontrando dei piccoli fienili lungo il tragitto ci si dirige verso la cresta di sinistra. Si prosegue quindi percorrendo tutta la cresta di sinistra fino alla vetta. Occorre, inoltre, fare attenzione alle creste a sbalzo in corrispondenza delle quali è necessario tenersi sempre alcuni metri all'interno e assolutamente non spingersi mai verso il bordo esterno. Raggiunta la cima si è ripagati da un panorama a 360° davvero d’impressionante bellezza.

VE-048 – MONTE PATERNO 2744 mt

Da Misurina e poi per la strada privata delle Tre Cime (pedaggio 20 Euro) fino al Rifugio Auronzo (2298m). Dal Rif. Auronzo per il pianeggiante sentiero sotto le pareti sud delle Tre Cime in breve al Rifugio Lavaredo (20 min) per salire alla Forcella Lavaredo dove saliamo per traccia alla base delle rocce di Croda Passaporto. Qui a inizio un camminamento della Grande guerra che con varie gallerie e passaggi caratteristici ci porta a Forcella Passaporto mt. 2530 (bellissimi scorci sulle Tre Cime di Lavaredo). Passati sull' altro versante percorriamo una cengia fino a Forcelletta Passaporto e poi ci abbassiamo nel Ciadin del Passaporto per risalire su ghiaie e poi per ripido sentiero alla Forcella del Camoscio mt. 2650. Dalla forcella risaliamo una parete attrezzata con corde fisse e poi per tracce e roccette arriviamo alla Cima del Monte Paterno mt. 2744. Sulla Cima è posta una Croce a memoria della Guida Alpina Sepp Innerkofler caduta per mano dell' Alpino Piero De Luca durante il tentativo di conquistarne la vetta il 4 luglio 1915. Dalla cima ritornati alla Forcella dei Camosci si può ripercorrere lo stesso itinerario di salita, o scendere (sud) per sentiero direttamente alla base. Oppure, compiendo una completa traversata della montagna, scendere per la Ferrata delle Forcelle che, con su e giù per cengie, utilizzando scalette e passerelle, percorre la cresta orientale del Paterno fino al sentiero alla base o direttamente al sentiero 104 che collega Rif. Locatelli e Rif. Auronzo.

VE-049 – MONTE CROT 2157 mt

Dal passo Staulanza sulla ss 251 a 1766 m si imbocca sulla destra del rifugio la mulattiera (sentiero Cai 685 parte proprio a fianco al rif. Staulanza ) che porta sul versante occidentale del monte e risale poi con alcuni tornanti i costoni prativi sud occidentali fino ad una selletta. Si attraversa per un breve tratto verso est passando sotto dirupi rocciosi e quindi si sale un vallone nel versante nord del monte, fino all'ampia sella dove è possibile vedere dei resti di baraccamenti militari della I Guerra Mondiale. Dalla sella si sale a sinistra (bisogna prestare attenzione in quest'ultimo tratto), per una breve rampa ghiaiosa a roccette si raggiunge la cima con una magnifica vista a 360° sul Civetta, Pelmo. Antelao, Sella e Marmolada

 VE-050 – COL MENADAR 1740 mt

Da Agordo o dal Passo Duran (2 Km) si raggiunge l'ampia curva, presso il Ponte sul Ru De Caleda, presso un parcheggio con panca, tavolo e cartellone del Parco delle Dolomiti Bellunesi. Nel parcheggio, sotto l'incombente Sasso di Caleda, le tabelle indicano il sentiero 543 e l'Altavia1. Costeggiando nel suo ultimo tratto il Ru de Caleda, saliamo nel bosco di conifere. Incontriamo subito una tabella indicante a sinistra la deviazione per il sentiero 524 diretto a Forcella La Porta e alle cime del Tamer e del S. Sebastiano, noi proseguiamo a destra, mentre alle nostre spalle emerge dal verde la Moiazza. ll sentiero ora s'inerpica su un costone e supera un tratto un po' franoso e, in breve, sbuchiamo su una piccola radura verde a Forcella Dagarei. Una tabella sulla destra indica un sentierino per Col Menadar e da li per tracce di sentiero si giunge alla cima.Tempo di percorrenza: ore 1,30

VE-051 – MONTE CALDIERA 2124 mt

da Gallio si prende la strada che porta a Campomulo; si prosegue oltrepassando Malga Mandriele fino ad arrivare a Piazzale Lozze dove si lasciano le auto (25 km da Asiago, tratti di strada sterrata) aspetti naturalistici e storici : il percorso è complementare a quello dell'Ortigara (840) e permette di raggiungere Cima Caldiera (ore 1.20) che costituiva la base di appoggio per l'assalto dell'Ortigara da parte delle truppe italiane. Dalla sommità possiamo ammirare le Dolomiti, i Lagorai e la parte settentrionale dell'Altopiano.

VE-052 – MONTE COR 1322 mt

raggiunto il paese di Revine Lago da Vittorio Veneto o Conegliano o Pieve di Soligo si seguono le apposite tabelle stradali che indicano la direzione per il Pian delle  emene. Dal Piazzale di Pian delle Femene, vicino al Monumento dedicato alle donne della resistenza , si imbocca il segnavia 1033 o sentiero panoramico dal Grappa al Cansiglio, che sale a fianco del Bar, lungo muretti a secco e recinzioni. Seguendo sempre la linea di cresta, superando di seguito tre dossi si scende dall’ultimo colle e si raggiunge una carrareccia, che porta ad alcuni edifici e successivamente alle Casere Frascon; e si incontrano le prime casere presenti lungo il percorso. Saliamo lungo il crinale alla cima del Monte Cor (metri 1322), mentre il panorama si apre sulla Val Belluna e sui Monti Serva, Pelf e Schiara.

VE-053 – CIMA PALON 2339 mt

La Cima Palon (2239 m) è la montagna più alta del Pasubio, nelle Prealpi vicentine. Per salire a Cima Palon è necessario per prima cosa salire alle Porte del Pasubio, dove si trova il rifugio Generale Achille Papa. I due itinerari maggiormente frequentati sono il sentiero che sale dal Pian delle Fugazze (m.1.160) per la Val di Fieno (interseca più volte la strada degli Eroi), oppure percorrere la Strada delle Gallerie partendo dal Passo di Xomo. Il Passo Pian delle Fugazze è sulla strada tra Schio e Rovereto. Schio si raggiunge, ad esempio, uscendo al casello "Thiene" dell'Autostrada Valdastico. Da Schio, numerose rotatorie nella circonvallazione, si seguono le indicazioni per "Pian delle Fugazze - Rovereto - Trento".

VE-054 – MONTE PUNTA 1952 mt

Da Forno di Zoldo si prosegue lungo la statale della Val Zoldana fino al piccolo borgo di Rutorbol dove si imbocca la ripida stradina che con una serie di tornanti porta a Brusadaz e al piccolo borgo di Costa (1425 m) dove si parcheggia. Tralasciando il ripido sentiero che parte vicino alla chiesetta (indicazioni per Monte Punta) si attraversa il borgo e si prosegue in leggera salita sulla mulattiera 492 (indicazioni per Col Salera) che attraversa un piccolo rivo (Gaf de le Roe) e dopo aver incontrato un capitello di giunge al panoramico prato del Mas de Sabe (1464 m). Si prosegue sempre sulla mulattiera che si addentra nel bosco e presto si trasforma in sentiero. Dopo aver attraversato numerosi valloni nel fitto del bosco si giunge a una spalla (1650 m circa) da cui è finalmente possibile vedere il fondovalle zoldano. Ancora un breve tratto tratto pianeggiante un po' esposto e si giunge al Col de Salera (1623 m - 1h 45) dove si incontra la larga mulattiera che sale da Forno di Zoldo e che si imbocca andando a risalire il ripido versante sud del monte. In questo tratto alcuni cartelli evidenziano i numerosi resti di opere militari realizzate lungo la mulattiera; mano a mano che si sale il panorama diventa sempre più grandioso e dopo una serie di tornantini si arriva all'improvviso sulla panoramica cima (1952 m - 3h). Il panorama è indescrivibile e copre tutti i gruppi montuosi che coronano la Val Zoldana: Sfornioi e Bosconero, Mezzodì e Pramper, San Sebastiano e Tamer, Moiazza e Civetta e infine il solitario Pelmo. A settentrione anche due grandi montagne del Cadore: Antelao e Sorapiss.

 VE-055 – COL POSANOVA 1503 mt

Il col Posanova fa parte delle Prealpi Bellunesi. E’ raggiungibile percorrendo con automezzi la strada che inizia a Valdobiadine (TV) e passando per la località Pianezze, si giunge al Rif. Mariech (1500m circa). Da qui scendendo per una mulattiera per un dislivello di circa 90 metri verso est si giunge al torrente Variech scavalchiamo a dx il recinto e risaliamo un po' a trovare una traccia evidente di sentiero molto ripida che risale alla cima del Col Posanova mt 1503 in circa un’ ora.

VE-056 – MONTE PIZZOCCO 2186 mt

La Cima del Monte Pizzocco con la sua forma triangolare domina la parte centrale della Valbelluna. La partenza viene effettuata normalmente dalla località Roncoi a circa 850 m s.l.m., nel comune di San Gregorio nelle Alpi. Si prosegue per la strada che si inerpica sulla montagna puntando in direzione del "Rifugio Ere" oppure in direzione "Bivacco Palia" prendendo successivamente per "forzela Intrigòs". Il primo sentiero è più semplice ed è possibile raggiungere il rifugio anche tramite la bicicletta, mentre il secondo è più breve ma oltre che meno panoramico anche più impegnativo. Entrambi i sentieri si incontrano ai piedi della roccia detta "Pizzochet" per proseguire poi uniti fino alla cima.

VE-057 – MONTE SCHIARA 2565 mt

Il Gruppo della Schiara è un gruppo montuoso delle Dolomiti. La cima principale è il Monte Schiara (2.565 m), che si erge a nord della città di Belluno. Sito all'interno del Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi è conosciuto da alpinisti e rocciatori per la notevole varietà di pareti dolomitiche ad alto grado di difficoltà, sentieri vie e ferrate tra cui si ricordano la via ferrata Marmol, la via ferrata Zacchi che partono in prossimità del "porton" grotta naturale sita a poche decine di metri dal Rifugio 7° Alpini (1.502 m) er raggiungere il quale si deve affrontare un sentiero con oltre 1.000 m di dislivello. Si consiglia di essere in vetta nelle prime ore del mattino, poiché, specie d'estate, a mezzogiorno e nelle prime ore pomeridiane, la cima è spesso coperta da nubi. La via normale parte dai pressi della forcella del Marmól (m 2262) e segue interamente la cresta est del monte. Essa è molto esposta e NON ATTREZZATA, e presenta difficoltà di I grado. Dal bivio posto fra la forcella ed il bivacco del Marmol, seguendo sempre le indicazioni, si risale interamente lo spallone roccioso ed erboso fino a raggiungere il filo di cresta. Per quest'ultima, spesso stretta ed esposta, direttamente in vetta (croce metallica). Ore 1-1,30 dalla forcella del Marmól.

VE-058 – MONTE SERVA 2133 mt

Da Belluno (383 m) si imbocca la strada asfaltata che sale al Col di Roanza; oltrepassato il bar Roanza (841 m) si prosegue sulla stretta strada asfaltata che termina dopo alcuni tornati in località Cargador (1035 m); limitate possibilità di parcheggio. Si imbocca il sentiero 517 (indicazioni per Serva - Via Normale; non imboccare la via panoramica che si seguirà al ritorno!) che comincia a salire a ripide svolte in mezzo al bosco fino a giungere in una zona più aperta dove la mulattiera concede un po' di respiro. Dopo un tratto pianeggiante si giunge alla Casera Pian Dei Fioc (1739 m - 2h 30), restaurata a cura della Comunità Montana Bellunese e monticata nei mesi estivi. La casera è posta in una conca meravigliosa con uno stupendo panorama verso Belluno e la Val Belluna. Dalla casera (indicazioni) si inizia a risalire a tornanti su buon sentiero i pendii sommitali del Monte Serva. Dopo un ultimo pendio erboso in breve si raggiunge la croce di vetta (2133 m - 3h 30). Il panorama si apre vastissimo verso nord e la Schiara è cosi vicina che sembra di poterla toccare.

VE-059 – MONTE BORAL 1245 mt

raggiunto il paese di Revine Lago da Vittorio Veneto o Conegliano o Pieve di Soligo si seguono le apposite tabelle stradali che indicano la direzione per il Pian delle Femene. Lasciata la macchina nel parcheggio di Pian delle Femene, vicino al Monumento alle donne della resistenza ("Dall’estremo sacrificio la libertà"), imbocchiamo il sentiero per giungere la cima del monte Boral ( metri 1245) passando perla cima del Fava (metri 1218) da qui si spazia con lo sguardo a sud sulla pianura trevisana, a nord il monte Pizzoc, l'Agner, il Sass de Mura ecc.. Il tempo di percorrenza è di circa 1h 40m.

 VE-060 – MONTE TRE PIETRE 1965 mt

Da S.Giustina Bellunese sulla statale Feltre-Belluno, o da Cesiomaggiore lungo la Pedemontana, seguire le indicazioni per Cergnai. Poco prima di giungere in centro paese, si gira a sinistra per via Campel, arrivando in breve al paese omonimo. In prossimità di un capitello in un tornante si imbocca a sinistra la stradina asfaltata che arriva alla località Case Marianne (631 m). Il sentiero segnalato da due tabelle, bivacco e monte Palmar, inizia sulla destra in prossimità di una fontana. Poco più in alto, uno slargo sulla stradina permette il parcheggio di una sola vettura, a circa 500 metri c’è un parcheggio più ampio. Il tracciato comincia subito ripidamente, passa vicino a una casera e prosegue con segnavia monte Palmar, arrivando ad un quadrivio con una tabella topografica dei sentieri. Le indicazioni sono per bivacco e monte Palmar, a destra si stacca una stradina sprovvista di segnavia che arriva al bivacco Casagrande, ancora più a destra un sentiero ritorna ad una strada forestale di recente costruzione. Si prende il sentiero a destra e si raggiunge il vecchio ricovero, (poco tempo fa è stato edificato il nuovo bivacco in lamiera) acqua nelle vicinanze. Si prosegue per circa 100 metri e in prossimità di un vecchio covone di fieno si sale il ripido pendio che conduce alla sella erbosa tra il Palmar e il Cimone. Su consiglio di alcuni cacciatori però il sentiero che conduce al bivacco e monte Palmar è più agevole,perché permette di raggiungere la sella attraverso la dorsale che unisce i 2 monti. Una traccia sulla sella sale ripida in direzione di un piccolo vallone che scende da una cima con una croce. Quando si biforca rimaniamo sul ramo destro (sinistra orografica) giungendo sulla cresta Est in prossimità della croce, si sale brevemente, ridiscendendo poi ad una forcella. La traccia continua salendo sul pendio nelle vicinanze della cresta, arrivando in vetta al monte Cimone (1.931 m). Ora si può scorgere la vetta del Tre Pietre e il suo canale di accesso. Si scende nell’ampio vallone Sud sino all’inizio del canale segnalato da un ometto. La salita si svolge su roccette instabili e su pendii erbosi (I°) sino ad una stretta forcella della cresta (ometto), che permette il transito nel versante Nord-Est. Si scende e si sale quasi subito, usufruendo di un breve e stretto canale tra le rocce e i mughi (tracce di passaggio) rientrando nuovamente sulla cresta. Destreggiandosi tra i mughi con alcuni passaggi molto esposti, si arriva in vetta (ometto).